Un filo di libertà

La sede dell’ ONG, La Compagnie de Jésus en Guinée Conakry, è situata a Sobanet un piccolo villaggio immerso

nella foresta guineana. Il centro d’accoglienza, fondato dalla ONLUS Maison des Enfants, è stato sviluppato volutamente in una zona isolata e comprende: un orfanotrofio, un centro pediatrico, un complesso scolastico, impianti sportivi, terreni agricoli ed allevamenti.

 

La struttura è in grado di accogliere le donne provenienti dai villaggi limitrofi per attuare percorsi

di alfabetizzazione e corsi di formazione professionalizzanti.

 

Il progetto si inserisce in un contesto caratterizzato da una povertà sempre più diffusa, soprattutto nelle zone rurali, con forti ripercussioni sulle fasce più vulnerabili della popolazione, tra cui le donne.

 

La maggior parte delle giovani donne che abitano a Sobanet e nei villaggi limitrofi sono a rischio di povertà

ed esclusione sociale e professionale; l’alto tasso di gravidanze precoci presente all’interno della comunità influisce

sui percorsi di scolarizzazione delle ragazze che nella maggior parte dei casi non riescono a completare

l’iter di istruzione primaria.

 

ll progetto “Un filo di libertà” ha avviato una scuola di formazione nel settore tessile che mira al rafforzamento

delle competenze professionali, organizzative e gestionali di giovani donne non scolarizzate di Sobanet di 12 villaggi limitrofi nella prefettura di Boffa - Repubblica di Guinea e il successivo avvio di attività generatrici di reddito.

Il progetto prevede anche un percorso di alfabetizzazione per fornire alle partecipanti le conoscenze base di lettura, scrittura e calcolo per facilitarle nell’apprendimento verso una maggiore autonomia.

 

L’idea del progetto “Un filo di libertà” è quella di mettere in moto un processo di sviluppo umano

inteso come crescita e arricchimento della persona che punta alla promozione del benessere sociale ed economico individuale e della comunità di appartenenza. L’obiettivo è quello di offrire strumenti e conoscenze per contrastare la povertà e quindi la lotta alla fame, la lotta contro le malattie, la lotta all’emarginazione sociale offrendo la possibilità di apprendere un mestiere.

 

Apprendere un mestiere offre la possibilità di inserirsi nel tessuto sociale di riferimento acquisendo esperienze

e producendo ricchezza al fine di raggiungere una propria autonomia e una realizzazione personale.
Il progetto punta infatti sulla “formazione professionalizzante” come chiave per la crescita di una comunità

in un paese in via di sviluppo e tiene conto della necessità di un’educazione di base per tutti senza discriminazione alcuna. La scelta di formare le “donne” parte dall’esigenza di offrire un nuovo modello femminile per la comunità di appartenenza.